SUPERYACHTS ED ELICOTTERI

LUSSO E DISASTRI: DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA!

 

In Norvegia, nel maggio del 2017 sulla costa di Bergen, mentre l’elicottero Airbus AS350 Ecureuil

eseguiva la manovra di appontaggio sul Bacarella, uno yacht di 60 Mt. la telecamera di bordo ha inquadrato un oggetto sollevato in aria dal rotore principale: il disastro è stato inevitabile!

Il pilota dell’AS350 ha visto la copertura sollevarsi ed ha cercato di evitarla iniziando la salita ma la copertura, purtroppo, ha  colpito il rotore principale, facendo perdere il controllo dell’elicottero il quale è finito in mare: il pilota ha riferito: “ha attraversato il rotore principale. La copertura è stata fatta su misura per nascondere un deposito di carburante appena installato sull’elisuperficie“.

Solo l’esperienza del pilota, cha ha prontamente attivato il sistema di galleggiamento di emergenza, ha impedito all’elicottero di affondare.

Un evento di tal genere, può considerarsi solo sfortuna?

Probabilmente no.

Fino a pochi anni fa, pensare di essere – a distanza di qualche ora – contemporaneamente a sciare sulla vetta di una montagna e poco dopo a prendere il sole su un superyacht, era impensabile.

Oggi, invece, l’aumento della dimensione dei Superyacht ha determinato, corrispondentemente, l’utilizzo degli elicotteri in tale settore: più ampi sono gli spazi di coperta e maggiore è la possibilità per gli armatori di utilizzare “giocattoli” sempre più grandi e variegati. Arrivare a bordo in elicottero,  oltre che estremamente cool,  ha l’evidente vantaggio di far risparmiare e compattare i tempi di arrivo e ripartenza all’armatore ed ai suoi ospiti.

Ma l’elicottero è anche il modo più rapido per raggiungere, con stile, una destinazione onshore, come ad esempio la vetta di una montagna nelle Isole Eolie o il tetto di un hotel 5 stelle a Montecarlo per un evento VIP, in tutta comodità.

Offre una vista impareggiabile dall’alto di una località, può essere utilizzato per individuare l’ancoraggio successivo nell’itinerario dello yacht, ma può essere un ottimo modo per raggiungere scogliere remote e fondali per fare lo snorkeling e le immersioni.

Per gli amanti della natura si possono avvistare banchi di pesci, e con un po’ di fortuna, balene e cetacei.

E’ indubbio che l’utilizzo dell’elicottero, in abbinamento con un S/Y, garantisce all’armatore di massimizzare il divertimento, risparmiando tempo, e permettendo ai suoi ospiti di scoprire luoghi che raramente avrebbero modo di vedere con tale facilità e comodità.

Ecco perché, dalle elisuperfici touch-and-go agli hangar per elicotteri, sempre più S/Y combinano ora il trasporto con l’esplorazione e il divertimento a tutto campo.

 

EVITARE IL DISASTRO SI PUÒ ?

 

Chiaramente si, a patto che vengano seguite alcune regole:

  1. L’armatore, sia nella fase iniziale dell’investimento che nelle successive fasi di progettazione e di realizzazione del Super Yacht, deve essere assistito e supportato da consulenti competenti in grado di individuare ed anticipare eventuali criticità e proponendo quindi le migliori soluzioni tecniche e progettuali.

Come già abbiamo avuto modo di osservare nell’articolo “ S/Y  e Family Office: Si o no?”, scegliere il tipo di S/Y da realizzare o, ancor peggio, le modalità di refitt, richiedono valutazioni globali, estremamente complesse e di natura tecnica che, il family officer o l’archistar, spesso non sono in grado di compiere senza l’ausilio di un’esperta supervisione.

La co-presenza quindi di consulenti qualificati ed in grado di trasmettere al cantiere le conoscenze ed i principi tecnici per ridurre al minimo i rischi di incidente sono di fondamentale importanza. Una attenta progettazione, consente altresì di far risparmiare molto denaro all’armatore, che potrà evitare di dover apportare modifiche costruttive in corso d’opera.   Ciò è ancor più importante per le unità più piccole, dove le superfici rispetto ai mega e giga yacht sono inferiori.

  1. È fondamentale trovare il giusto equilibrio tra quanto desiderato dall’armatore, le idee del progettista,  che nella maggior parte dei casi metterà l’estetica  al primo posto, il cantiere navale, i consulenti aeronautici ed il comandante.  Quest’ultimo, molto spesso, riesce, con la propria esperienza e competenza,  a trovare il giusto compromesso tra tutti gli attori coinvolti.
  2. Il cantiere costruttore, già nella fase di ideazione e progettazione di un S/Y, deve valutare con attenzione il corretto posizionamento dell’eliporto in coperta, preferibilmente con il supporto di un consulente aereonautico!
  3. È necessario porre estrema attenzione agli aspetti progettuali ed alla individuazione dei numerosi pericoli. Questo mitigherà drasticamente gli imprevisti prima ancora di intraprendere un volo: è importante essere consapevoli di come il design dell’imbarcazione, in particolare le aree dello yacht adiacenti all’elisuperficie, saranno influenzate durante l’uso dell’elicottero. Il cantiere, superata la fase del concept, già dalla fase della progettazione preliminare, dovrebbe coinvolgere esperti di aviazione: ostacoli come l’idromassaggio, scale, ringhiere di protezione, gru e scialuppe di salvataggio, così come oggetti amovibili, non devono trovarsi nel raggio di operatività dell’elicottero e dei suoi rotori! Non dimentichiamo, inoltre, che anche gli elicotteri più piccoli creano grandi quantità di downwash: il flusso di aria generato dall’elicottero potrebbe sollevare un cuscino, un lettino o un flute di champagne, trasformando un party super trendy, in un vero e proprio disastro!
  4. Preparazione di tutto l’equipaggio e dei rischi connessi alla presenza di un elicottero a bordo!

Se è pur vero che, prima di lavorare a bordo di un S/Y dedicato alla attività di charter, l’equipaggio deve ottenere una qualifica STCW (Standards of Training, Certification and Watchkeeping for Seafarers), e ciò anche per la lotta agli incendi, è altrettanto vero che la qualifica STCW non prepara adeguatamente l’equipaggio ai rischi supplementari derivanti da tutte quelle operazioni che coinvolgono un elicottero.

È indispensabile che l ’equipaggio conosca adeguatamente le tecniche specifiche per elicotteri ed elisuperfici frequentando corsi di formazione dedicati, i quali forniscono all’equipaggio una conoscenza di base per operare con gli elicotteri in mare.

Tale preparazione dovrebbe essere di appannaggio di tutto l’equipaggio, perché può accadere che  quello  di coperta, dove l’elicottero effettua le operazioni di dop-off e drop-in,   sia contemporaneamente utilizzato altrove o non sia in quel momento disponibile. Queste situazioni richiedono l’intervento degli altri membri dell’equipaggio che potrebbero non essere adeguatamente formati ad agire e reagire ad una situazione di emergenza.

E’ chiaro che una conoscenza di base o avanzata delle operazioni di elisuperficie, debba  essere sempre integrata dal buon senso!  Per ridurre efficacemente i rischi, l’equipaggio deve essere consapevole di tutte le conseguenze dell’uso dell’elicottero a bordo.

  1. L’ultima parola al Capitano. Uno dei compiti del Capitano di un Super Yacht, chiaramente, è quello di esaudire le aspettative degli armatori.

Tuttavia, mancanza di spazio, volo notturno, beccheggio, rollio, direzione e forza del vento e numerosi altri fattori possono, ed a ragion veduta, far abortire un viaggio in elicottero.

I piloti militari dedicano anni di addestramento all’esercizio di atterraggio e decollo su navi in movimento, preparazione che difficilmente avrà il pilota di un elicottero privato.

Se un S/Y è adibito a gestione privata e non ad attività di charter, lo stesso avrà il proprio elicottero e pilota: in tal caso i requisiti (minimi) normativi in materia di sicurezza sono molto limitati e la scelta, se azzardare o meno una manovra, è tutta nelle mani del pilota e del comandante del S/Y.

Qualora invece il S/Y e l’elicottero siano noleggiati, la richiesta del Cliente di un appontaggio in condizioni meteomarine difficili, si scontrerà con una normativa in materia di sicurezza ed un disciplinare di atterraggio in uso al pilota sicuramente più stringente rispetto ad un uso privato del mezzo, circostanze che permetteranno un maggior prudenza.

Se è pur vero che, prima di lavorare a bordo di un S/Y dedicato alla attività di charter, l’equipaggio deve ottenere una qualifica STCW (Standards of Training, Certification and Watchkeeping for Seafarers), e ciò anche per la lotta agli incendi, è altrettanto vero che la qualifica STCW non prepara adeguatamente l’equipaggio ai rischi supplementari derivanti da tutte quelle operazioni che coinvolgono un elicottero.

È indispensabile che l ’equipaggio conosca adeguatamente le tecniche specifiche per elicotteri ed elisuperfici frequentando corsi di formazione dedicati, i quali forniscono all’equipaggio una conoscenza di base per operare con gli elicotteri in mare.

Tale preparazione dovrebbe essere di appannaggio di tutto l’equipaggio, perché può accadere che  quello  di coperta, dove l’elicottero effettua le operazioni di dop-off e drop-in,   sia contemporaneamente utilizzato altrove o non sia in quel momento disponibile. Queste situazioni richiedono l’intervento degli altri membri dell’equipaggio che potrebbero non essere adeguatamente formati ad agire e reagire ad una situazione di emergenza.

E’ chiaro che una conoscenza di base o avanzata delle operazioni di elisuperficie, debba  essere sempre integrata dal buon senso!  Per ridurre efficacemente i rischi, l’equipaggio deve essere consapevole di tutte le conseguenze dell’uso dell’elicottero a bordo.

 

IN CONCLUSIONE

Il connubio Superyacht ed elicottero è certamente un connubio perfetto, ma solo se vi è una attenta e scrupolosa pianificazione e gestione del rischio in ogni fase del processo: gli incidenti possono essere evitati attraverso una formazione avanzata ed una conoscenza integrale di ogni singola situazione e circostanza. Mai quanto in questi casi, nulla può essere lasciato al caso.

Il comandante ed il pilota devono essere pronti a dire NO all’ armatore in tutte le situazioni nelle quali una manovra di atterraggio o decollo,  per qualunque circostanza possa divenire, anche solo potenzialmente, pericolosa e ciò perché le conseguenze di un eventuale “azzardo”, possono essere letali!

 

Buon vento ed in questo caso anche buon volo!

By |2019-03-18T10:04:40+00:00marzo 18th, 2019|Blog|

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