ZONE LOGISTICHE SEMPLIFICATE: PER IL COMPARTO DELLA NAUTICA,

UNA OPPORTUNITÀ DA NON MANCARE!

 

 

 

Nel precedente articolo  (clicca qui per leggerlo ) abbiamo accennato al ruolo della Autorità di Sistema Portuale (nello specifico del Mar Tirreno Centro­ Settentrionale) ed alla posizione centrale che la stessa occupa nel “sistema” della nautica italiana a tutto tondo: ma vediamo ora nel dettaglio il quadro normativo di riferimento nel quale la stessa si muove ed in particolare le Zone Logistiche Semplificate (ZLS).

 

Queste ultime rappresentano lo strumento per favorire lo sviluppo di nuovi investimenti nelle aree delle Regioni italiane dove la legislazione nazionale delle Zone economiche Speciali (ZES) non può essere applicata. Con la “Legge di Bilancio 2018” (L. 27 dicembre 2017, n. 205) è stata prevista, infatti, l’istituzione di zone delimitate che comprendano un’area portuale, all’interno delle quali le imprese possono beneficiare di procedure amministrative semplificate, estendendo così anche ai porti delle altre regioni alcuni dei vantaggi già previsti dalle ZES per le regioni meno sviluppate ed in transizione. La differenza sostanziale tra le ZLS e ZES risiede soltanto nella circostanza che le ZLS non beneficiano del credito di imposta per gli investimenti, per tutto il resto le ZLS godono dello stesso regime previsto per le ZES, in particolare in tema di semplificazioni amministrative.

 

Le principali caratteristiche delle ZLS prevedono che:

 

  • le aree debbano essere appartenenti ad un’Autorità di Sistema Portuale;

 

  • le aree di una ZLS possano anche non essere contigue, purché vi sia un collegamento economico-funzionale con le aree portuali;

 

  • siano previste le medesime semplificazioni amministrative delle ZES per attrarre investimenti, senza però avere il credito di imposta sugli investimenti, previsto invece solo per le ZES;

 

  • ogni Regione possa istituire una ZLS, purché sia prevista almeno un’area portuale con le caratteristiche stabilite dal Regolamento (UE) n.1315/2013 sugli Orientamenti dell’Unione per lo sviluppo della rete europea del trasporti (TEN·T) ovvero vi sia la presenza di un’Autorità di Sistema Portuale.

 

l porti e le Autorità di Sistema Portuale svolgono pertanto un ruolo centrale nella costituzione e nello sviluppo sia delle ZLS che delle ZES, dimostrato anche dal fatto che il legislatore nazionale ha riconosciuto al Presidente dell’AdSP anche il ruolo di Presidente della struttura di governance delle ZES/ZLS.

 

Le nuove disposizioni della L. 27 dicembre 2017, n. 205, ed in particolare i commi da 61 a 65, inquadrano l’istituzione di una zona geograficamente delimitata e chiaramente identificata, denominata Zona Logistica Semplificata (ZLS), all’interno della quale la burocrazia sarà agevolata e accelerata al fine di favorire le imprese in esso presenti, nonché l’insediamento di quelle future.

I commi 63 e 65, inoltre, prevedono che le modalità di istituzione delle ZLS siano mutuate dalle ZES.

 

Già dal 2018 l’ Autorità di Sistema Portuale  del Mar Tirreno Centro Settentrionale si è  fatta promotrice dell’istituzione delle Zone Logistiche Speciali che avrebbe potuto ricomprendere gli scali di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta (leggi qui) : vediamo ora come funziona.

Chi e come viene elaborato il Piano di Sviluppo Strategico per la ZLS della Regione Lazio?

 

In via preliminare: conoscenza diretta delle criticità ed ostacoli che insistono nelle aree vicine ai tre porti laziali di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta e ciò sia per le nuove attività imprenditoriali che per quelle già presenti e radicate da tempo.

 Interlocutori: operatori logistici, imprese portuali ed il mondo imprenditoriale in generale.

 

Scopo: risoluzione delle problematiche ad oggetto le procedure amministrative, rilascio di permessi e autorizzazioni allo svolgimento delle attività imprenditoriali.

 

Iter: audizioni tra le parti allo scopo di “quadrare” richieste e necessità specifiche del mondo imprenditoriale e di converso proposte su come affrontare in concreto lo sviluppo delle ZLS.

 

Fine: piena e massima cooperazione degli Enti territoriali con la realtà imprenditoriale locale.

 

Resta inteso che tanto più è capillare la consultazione, tanto più chiare potranno emergere le reali necessità e scopi delle istituende ZLS, la cui istituzione dovrà avvenire con DPCM, su proposta della Regione interessata, per una durata massima di 7 anni, rinnovabile fino ad un massimo di ulteriori 7 anni.

 

Area portuale del Tirreno Centro-Settentrionale: iter normativo ZES e Gruppo di Lavoro

Con Delibera di Giunta Regionale n. 621 del 30 ottobre 2018 si è dato l’avvio all’iter amministrativo per l’istituzione della Zona logistica Semplificata relativamente all’area portuale del Tirreno Centro-Settentrionale (Civitavecchia, Fiumicino, Gaeta) {L.205/2017) e con la successiva Delibera di Giunta Regionale n.29 del 29 gennaio 2019 si sono identificati i componenti del gruppo di lavoro per l’istituzione della Zona logistica Semplificata relativamente all’area portuale del Tirreno Centro-Settentrionale.

Infine con la recentissima Determinazione n. 7643 del 5 giugno 2019 è stato costituito il Gruppo di Lavoro per l’istituzione della Zona Logistica Semplificata relativamente all’area portuale del Tirreno Centro-Settentrionale.

Il Gruppo di Lavoro, che si è riunito per la prima volta lo scorso 27 giugno, è composto da 12 componenti effettivi provenienti dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro­ Settentrionale, della Regione Lazio, di Unioncamere, Unindustria e ANCI Lazio, ed è coordinato dal Presidente dell’AdSP del Mar Tirreno Centro-Settentrionale.

 

Il Gruppo di Lavoro ha avuto dalla Regione Lazio il compito di elaborare il predetto Piano di Sviluppo Strategico per l’istituzione della ZLS ed in dettaglio dovrà:

o        identificare le attività che si intendono promuovere all’Interno delle ZLS, differenziando le aree retroportuali di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta;

o        identificare le aree da inserite nella ZLS, tenuto conto delle attività identificate, sulla base dei principi operativi indicati al punto 4) della Delibera della Regione Lazio n. 621;

o        mappare le infrastrutture, ivi comprese quelle di collegamento tra le aree non territorialmente adiacenti;

o        analizzare l’impatto sociale ed economico atteso dall’istituzione della ZLS, tenuto conto delle attività da sviluppare e delle aree di crisi industriale complessa o non complessa;

o        individuare le semplificazioni amministrative, partendo da quelle per la realizzazione degli investimenti che la Regione ha già adottato e si impegna ad adottare per le iniziative imprenditoriali localizzate nella ZLS;

o        indicare pareri ed intese con gli Enti locali e con tutti gli enti Interessati con riguardo alle attività funzionali del piano strategico;

o        indicare le agevolazioni e gli incentivi che possono essere concesse dalla Regione Lazio;

o        adottare politiche di marketing territoriale al fine di attrarre investitori nazionali ed internazionali;

o          predisporre il ricorso a finanziamenti e contributi regionali nonché  accordi con Istituti Bancari al fine di creare linee di credito a condizioni agevolate.

 

Audizione ed iter procedimentale

La natura delle audizioni previste dal Gruppo di Lavoro è prevista esplicitamente, infatti, ex art.4 della Determinazione n. 7643 del 5 giugno 2019, secondo cui è opportuno “procedere ad un congruo numero di audizioni tali da assicurare la più ampia partecipazione del territorio, degli Enti Locali  coinvolti  e  delle  organizzazioni di categoria, sindacali e datoriali” .

 

Questo l’iter:

  • introduzione del Presidente AdSP;
  • audizione dei soggetti presenti, al fine di contribuire alla redazione del Piano Strategico attraverso la analisi:

 

  1. dei vincoli ed elementi utili ad individuare gli ostacoli alle attività produttive ovvero allo sviluppo territoriale e industriale;
  2. delle misure economiche suggerendo quelle ritenute più efficaci, percorribili ed efficienti in termini di costi e risultato;
  3. quali ulteriori misure di semplificazione normativa potrebbero aiutare nella mitigazione o superamento di eventuali ostacoli.

 

INCONTRO DEL 30 LUGLIO 2019 IN GAETA

Proprio  nell’espletamento di detto procedimento,  il  30 luglio 2019  si è tenuta  a Gaeta l’audizione delle realtà imprenditoriali più rappresentative del territorio, presso la sede del Consorzio per lo sviluppo industriale del Sud Pontino, al fine di confrontarsi sull’elaborazione del Piano di Sviluppo Strategico che dovrà essere predisposto dal Gruppo di Lavoro per istituzione Zona Logistica Semplificata del Tirreno Centro Settentrionale (Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta). Incontro al quale abbiamo partecipato quali Consulenti di uno degli operatori chiave del sistema dello Yachting.

 

Dall’incontro sono emerse due criticità più evidenti delle altre:

  1. infrastrutture stradali e ferroviarie;
  2. mancata certezza dei tempi di rilascio delle autorizzazioni e dei permessi

circostanze tutte che provocano la  paralisi dei progetti di sviluppi ed innovazione, con evidenti ripercussioni negative su tutta la filiera

 

A tale fine è bene citare il   Decreto semplificazione: riduzione dei termini e Sportello Unico

Con l’adozione del D.L. n. 135/2018 c.d. “decreto semplificazione”, di concrete misure di semplificazione di cui possono beneficiare le attività economiche che si vogliono realizzare e sviluppare all’interno delle ZES/ZLS ed in dettaglio:

“Al fine di semplificare ed accelerare l’insediamento, la realizzazione e lo svolgimento dell’attività economica nelle ZES, sono disciplinati i seguenti criteri derogatori alla normativa vigente, procedure semplificate e regimi procedimento/i speciali applicabili. Per la celere definizione dei procedimenti amministrativi, sono ridotti di un terzo i termini di cui: agli articoli 2 e 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241; al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in materia di valutazione d’impatto ambientale (VIA), valutazione ambientale strategico (VAS) e autorizzazione integrata ambientale (AIA}j al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 2013, n. 59, in materia di autorizzazione unico ambientale (AUA); al codice di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 13febbraio 2017, n.31, in materia di autorizzazione paesaggistica; al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, in materia edilizia; alla legge 28 gennaio 1994, n. 84, in materia di concessioni demaniali portuali”.

Inoltre è stato previsto che eventuali autorizzazioni, licenze, permessi, concessioni o nulla osta comunque denominati, la cui adozione richiede l’acquisizione di pareri, intese, concerti o altri atti di assenso comunque denominati di competenza di più amministrazioni, siano adottati ai sensi dell’articolo 14-bis della legge n.241 del1990 ed i termini ivi previsti siano ridotti della metà.

È stato, poi, disposto sempre con il Decreto Semplificazione il raccordo tra gli Sportelli Unici istituti ai sensi della normativa vigente e lo Sportello Unico di cui alla legge 28 gennaio 1994, n. 84, che opera quale responsabile unico del procedimento ai sensi della legge n. 241 del1990 per la fase di insediamento, di realizzazione e di svolgimento dell’attività economica nella ZES.

 

Sviluppo di una Zona Doganale lnterclusa e di corridoi doganali.

Tale decreto ha inoltre previsto che all’interno delle ZES e delle ZLS possano essere istituite Zone Franche Doganale lntercluse ai sensi del Regolamento UE n.952/2013.

L’istituzione della ZLS potrà costituire, pertanto, un importante strumento per rilanciare l’economia ed in particolare le blue economy nelle zone retroportuali dell’Autorità Portuali di Sistema del Mar Tirreno Centro Settentrionale, di cui fanno parte tre porti: Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta. La ZLS pur essendo unica, sarà pertanto suddivisa in tre aree che coincidono con i tre citati porti del network dei porti laziali e le rispettive aree retroportuali.

Analogamente a quanto è stato già fatto per la costituzione delle ZES campana e ionica (Puglia e Basilicata) e quella adriatica (Puglia e Molise), il Gruppo di Lavoro ha indicato che verrà data priorità nella inclusione delle aree, laddove sussista chiaramente il precedentemente citato criterio del collegamento economico-funzionale con l’ambito portuale, a quelle a destinazione produttiva e commerciale a titolarità pubblica (enti pubblici economici o non economici, enti locali etc.), già infrastrutturate e prive di vincoli ambientali o di altra natura e che offrono una significativa disponibilità di superfici libere per nuovi insediamenti produttivi o commerciali. L’identificazione delle aree verrà effettuata dal Gruppo di Lavoro anche sulla base delle attività logistiche-commerciali o industriali che dovranno caratterizzare la ZLS laziale e comunque sulla base di una approfondita analisi dell’impatto economico e sociale atteso dall’istituzione della ZLS.

 

Infine, ci si è confrontati da un lato sulla “attivazione” del territorio nella accoglienza di SY attraverso la Base Nautica Flavio Gioia di Gaeta  con la conseguente realizzazione di un indotto immediato per l’economia locale proiettata nel mercato del lusso e di clienti altospendenti e dall’altro sul tema delle manutenzioni periodiche e refit dei SY.

L’attracco dell’Ocean Paradise a luglio 2019, Motor Yacht di 55 metri e l’entusiasmo mostrato dal suo equipaggio, fanno positivamente sperare che Gaeta, e tutto il Golfo, qualora inserita in una ZLS,  potrebbe finalmente esprimere tutto il  suo potenziale collocandola, legittimamente, tra le località più ambite a livello turistico nel panorama internazionale.

 

Conclusivamente sarà particolarmente importante il confronto con i Comuni su cui insistono i tre porti laziali nonché con i Comuni territorialmente limitrofi, oltre che con le organizzazioni di categoria sindacali e datoriali e con i consorzi industriali presenti sul territorio.

Al prossimo articolo!

By |2019-09-02T15:28:49+00:00settembre 2nd, 2019|Non categorizzato|

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