OPERE D’ARTE A BORDO DI UN SUPERYACHT?

Un connubio possibile,   ma….

 

I SY sono sempre più spesso gallerie d’arte itineranti con a bordo collezioni e opere al pari dei più blasonati musei, dove il valore economico dei pezzi d’arte può superare quello della imbarcazione stessa!

Tanto per citarne alcuni: il capolavoro di  Leonardo da Vinci   “Salvator Mundi” (probabilmente l’opera d’arte più costosa del mondo) sembrerebbe fare bella mostra sul SY del principe ereditario saudita Mohammed bin Salma, mentre le opere di Vincent Van Gogh completerebbero  l’arredamento del 50 m  chiamato, per l’appunto,  “ Vango” dell’armatore Larry Van Tuyl ( oggi rinominato “Tranding”)

 

Il condizionale è d’obbligo poiché la riservatezza anche in questo (apparentemente) piccolo segmento dello yachting la fa da padrone: se spesso è difficile conoscere il nome dell’armatore di un SY, tanto più lo è conoscere le opere d’arte che un SY custodisce.

Gli armatori amano circondarsi e portare con sé  oggetti ed opere d’arte a bordo un po’ per proprio piacere personale,  un po’ per far bella mostra ed impressionare gli amici.

Anche se il connubio Arte – SY è in forte ascesa, il mondo dello yachting ed i suoi giocatori ancora stentano a consideralo una parte essenziale dello stesso.

Vediamo il perché.

 

1.Partiamo da una considerazione che riguarda  l’ imbarcazione: la corretta conservazione delle opere d’arte a bordo di un SY inizia già durante la progettazione dell’unità, per poi proseguire nella costruzione dello yacht e quindi con i test in acqua.

  • Il team di progettisti dovrà infatti necessariamente prevedere ed anticipare tutte le situazioni di stress subiti dall’opera d’arte e dovuti al cambio di temperatura, umidità e luce e questo perché se il Campbell’s Soup di Andy Wharlow viene esposto al MoMA a temperatura, umidità e luce costante, così non è a bordo di un SY dove questi fattori spesso non sono stabili poiché influenzati da molteplici circostanze.
  • Nello specifico, la quantità di vapore acqueo contenuto nell’aria è la chiave per ottenere una corretta conservazione dell’opera d’arte e il monitoraggio dell’umidità relativa al 50%,  con una temperatura intorno ai 20 gradi Celsius,  è fondamentale ma difficile da stabilizzare su un SY.
  • Un SY correttamente climatizzato lavora tra un range di umidità relativa del 40-60 % e non più del 10 % di fluttuazioni nell’arco delle 24 ore.
  • Ma poiché la temperatura “ideale” per la conservazione delle opere d’arte sarebbe  troppo bassa anche per il comfort dell’equipaggio e degli ospiti, risulta di fondamentale importanza la corretta collocazione dell’opera stessa e la conseguente gestione dell’ambiente che la custodisce.
  • Cosa nota agli addetti al settore, su una imbarcazione sono usuali i repentini cambiamenti di temperatura o umidità poiché influenzati dalla continua apertura / chiusura delle  porte interne/esterne con un conseguente scambio di calore che  espone le opere ad un ambiente climatico dannoso.

2. Ma non solo, il calore ”invisibile” prodotto dal cablaggio dei cavi dietro i pannelli che ricoprono la boiserie dello yacht,  può causare anch’esso un aumento della temperatura e quindi una alterazione dei parametri ideali di conservazione delle opere.

 

3. Stesso discorso vale anche per vicinanza di tubi caldi e freddi che spesso non vengono considerati fino a quando non hanno causato danni.

 

4. Anche le grandi superfici vetrate, che ora la fanno da padrone nel connotare il design di un SY e che vengono realizzate pe venire incontro alle richieste degli armatori di avere più luce all’interno, possono arrecare danni alle opere d’arte. I pannelli, vetrati pur riducendo la quantità di raggi UV che penetrano all’interno della imbarcazione,  non sempre sono sufficienti a proteggere le opere d’arte.

 

5. Altro fattore da non sottovalutare è quello delle vibrazioni, anche se non sono percepite da ospiti ed equipaggio, motori e generatori possono emettere una frequenza di vibrazione tale da danneggiare le opere d’arte.

 

RISPETTARE IL VADEMECUM PROGETTUALE, PUÒ  ESSERE SUFFICIENTE AD EVITARE UN DISASTRO?

 

Apparentemente,  rispettare il vademecum progettuale, tecnico e tecnologico di cui sopra,  potrebbe sembrare sufficiente a tutelare e preservare al meglio l’integrità delle opere d’arte custodite su un SY, ma così non è, tutt’altro.

Da un lato la consapevolezza e, dall’altro, la formazione dell’equipaggio,  possono fare la differenza: questi due fattori sono inscindibilmente legati ed a tutela dell’opera d’arte.

Solo un equipaggio pienamente consapevole del valore (economico e culturale) dell’opera d’arte può comprenderne la vulnerabilità causata dall’ambiente circostante (e per ambiente non intendo solo lo spazio fisico dove è collocata l’opera).

I pericoli che si presentano per  le  collezioni d’arte galleggianti sono i più fantasiosi e variegati che si possa immaginare e ciò tenuto conto che lo yacht viene spesso utilizzato per accogliere party e famiglie: oramai note le scene di tappi di champagne che volano verso un quadro di Picasso durante una serata “movimentata” e cornflakes o  gocce di coca cola schizzati dai bambini a colazione su un quadro di Basquiat!

Se così è l’equipaggio deve essere quanto mai attento nella gestione delle aree dello yacht in cui si trovano cibi e bevande a stretto contatto con i pezzi d’arte, anche se la possibilità di danni si riducono di molto sono se i progettisti hanno protetto l’opera con vetrate o incassi nella parete.

Ovviamente inutile prendere queste accortezze se l’armatore vuole ammirare (o più spesso far ammirare a i suoi ospiti e curiosi in genere) l’opera d’arte sul ponte superiore del proprio yacht!

 

BISOGNA PREPARARE L’EQUIPAGGIO AL PEGGIO…

 

Per quanto riguarda invece il fattore formazione degli equipaggi ed arte,  pare invece esserci ancora un vuoto nel sistema dello yachting: quando si assume un comandante o uno chief steward,  nel curriculum difficilmente vengono menzionate competenze ed esperienze nella cura e conservazione delle opere d’arte e tanto meno vengono richieste dalle società di crew management le quali, si presume, le ritengono “inutili” o di scarso valore!

Al contrario, un equipaggio formato e preparato nelle migliori pratiche di pulizia e sulle corrette tecniche di conservazione delle opere d’arte è la garanzia migliore che l’armatore può desiderare.

Evitare di trattare e manutenere le opere d’arte custodite su un SY come oggetti comuni, usando le normali pratiche e prodotti di pulizia può fare tutta la differenza tra il mantenerle in vita e distruggerle in pochi attimi.

Pensiamo altresì alla ipotesi di un incendio scoppiato a bordo o di una falla nello scafo: ovviamente la priorità è quella di garantire la sicurezza degli ospiti e dell’equipaggio, ma se l’evento è sotto controllo,  disporre di una procedura di emergenza adeguata, rodata e collaudata per la rimozione delle opere d’arte, potrebbe fare la differenza tra una storia avvincente da raccontare ed una vera e propria catastrofe!

 

CONCLUSIVAMENTE

E’ quindi indispensabile  che esperti del settore, conservatori e gallerie d’arte,  ma anche ingegneri specializzati nello studio delle luci, divengano quanto prima parte integrante ed imprescindibile del sistema yachting e ciò al fine di sensibilizzare e preparare al meglio tutti gli attori che a diverso titolo operano, fornendo agli stessi, il know how,  le competenze e le soluzioni  necessarie per evitare tali patrimoni vengano irrimediabilmente perduti.

 

Ci vediamo al prossimo articolo!

By |2019-09-17T09:45:19+00:00settembre 17th, 2019|Non categorizzato|

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