By Stefano Notarantonio

 

 

 

 

ANALISI DEL SETTORE MARINA E GOVERNANCE PROATTIVA

UNA OCCASIONE DA COGLIERE…

La pandemia ha messo in pausa la maggior parte dei settori dell’industria dei Superyacht, ivi inclusi i Marina, vera e propria cartina tornasole dello yachting.

Nell’ immediato futuro alcuni Marina potrebbero avere difficoltà a ripartire ed altri ancora potrebbero non essere più in grado di farlo. Molto dipenderà da quando verrà dato lo start per l’inizio delle attività di navigazione sia a livello nazionale che transnazionale: non è inusuale, infatti, che un Superyacht navighi a cavallo di più zone marittime e giurisdizioni, le quali avranno adottato, molto probabilmente, protocolli diversi Covid-19 in tema di accoglienza agli Yacht, ospiti ed equipaggi.

Gli  effetti provocati al comparto dei Marina dal Covid-19 sono e saranno di diversa entità e ciò a seconda della dimensione e tipologia delle imbarcazioni all’ormeggio, ma soprattutto della solidità patrimoniale, della capacità economica e della correntezza finanziaria delle società dei singoli Marina.

Il rallentamento, dapprima, e lo stop successivo delle imbarcazioni all’ormeggio ha causato conseguenze negative per le marginalità economiche, un diffuso indebolimento della capacità di generare cash flow e, per il futuro, danni sul patrimonio delle società e, quindi, sull’ equity value.

Si sono infatti fermati quasi del tutto i servizi di concierge, quelli di assistenza agli equipaggi e poi infine anche quelli ai SY.

Gli equipaggi sono stati, per la maggior parte, mandati “forzatamente” a casa ed ora a bordo i Superyacht ospitano un numero minimo di membri.

Esaminando i diversi scenari con ipotetica ripresa della attività dei Marina a partire dal mese di giugno, luglio o agosto è ipotizzabile una perdite mensile sul fatturato variabile tra un -8% / -15 % rispetto a quello dello scorso anno:  i più penalizzati, riteniamo, saranno quelli dedicati al transito delle imbarcazioni di medio-breve periodo (e   ciò   poiché le restrizioni   alla   navigazione    transnazionale potrebbero essere ancora rigorose) e invece risentiranno meno della situazione i Marina con clientela all’ormeggio più stanziale.

Qualora la stagione dovesse invece saltare, ma tutto ci dice che così non sarà, dobbiamo aspettarci perdite tra il -60% / -70% rispetto al fatturato dello scorso anno: situazione che riteniamo, tuttavia, poco probabile.

L’attuale stop forzato potrebbe portare alla luce, per molti Marina, delle criticità interne sottovalutate, già esistenti il giorno prima del lock-down.

Questo  inimmaginabile scenario,  a nostro avviso, fornisce agli Organi di Gestione ed alla Proprietà di un Marina anche un’opportunità senza precedenti per procedere all’audit interno rivisitando l’intera struttura operativa, finanziaria ed economica sino   ad oggi  adottata e ripensare, se del caso, anche la governance per il futuro.

Dott. Emilio Gianfelice

 Socio e Partner Studio BOCG Associati

Come spiega il Dott. Emilio Gianfelice, un management attento dovrebbe, obbligatoriamente,  prendersi del tempo per osservare ed analizzare il proprio Marina in un’ottica molto più ampia rispetto a quella adottata in tempi normali, procedendo ad una operazione di restructuring aziendale volta alla corretta focalizzazione della strategia del Marina, della marginalità operativa e alla razionalizzazione della struttura patrimoniale al fine di verificare, e se del caso ristabilire, un adeguato equilibrio gestionale e finanziario nell’ambito dei processi operativi.

Sono analisi e quindi progetti che possono culminare, con le dovute condizioni, attraverso la razionalizzazione o la ristrutturazione del  debito finanziario anche con l’elaborazione di eventuali piani industriali  di ristrutturazione dell’ “hardware” del Marina stesso: pensiamo ad un ampliamento e/o rifacimento delle banchine di ormeggio e delle facilities a terra.

Per procedere agevolmente nel processo di restructuring un Marina efficiente, deve però essere già dotato di un sistema di controllo di gestione e di un “cruscotto” aziendale per dare al Direttore del Marina ed a tutti i comparti ad esso correlati la giusta dimensione decisionale.

Un Marina moderno, gestito correttamente, usa infatti modelli di budgeting per pianificare la propria attività, in modo da orientarla verso i migliori risultati desiderati.

Il Direttore del Marina, attraverso una stretta collaborazione con il proprio management, interviene nell’impostazione e nel controllo del sistema di budgeting e reporting con l’obiettivo di migliorare l’efficienza complessiva dei sistemi informativi del Marina.

Questa pausa, se sfruttata con lungimiranza, può permettere l’implementazione/revisione di procedure amministrative, gestionali ed operative dirette all’individuazione di  punti critici delle procedure del Marina e di correggere le eventuali diseconomie in termini di sovrapposizione di compiti o di ridondanze, cercando di minimizzare il rischio operativo connesso alla perdita o distorsione delle informazioni.

In ogni caso il vantaggio ottenuto nell’adottare tale modus operandi risiede nel-la rilevanza e utilità dei key performance indicator tracciati ed elaborati, essenziali per prendere decisioni consapevoli e concrete soprattutto nello scenario Covid-19 nel quale ci troviamo.

Mutuando le parole di Seneca

Non esiste vento

favorevole per il marinaio che non sa dove andare

Non da ultimo, tutte le informazioni raccolte possono confluire in un sistema di reportistica diffusa internamente al Marina ed esternamente in modo da veicolare le performance a tutti gli stakeholders compreso il sistema finanziario.

Adottare un approccio proattivo alla governance del Marina, comprendendone realmente ed approfonditamente le dinamiche interne ed esterne, aumenta in maniera esponenziale le performance in termini di soddisfazione del cliente, ma anche la redditività finanziaria ed economica.

Avv. Stefano Notarantonio

Dott. Emilio Gianfelice

 

 

 

By |2020-04-29T23:43:09+00:00aprile 29th, 2020|Non categorizzato|

One Comment

  1. ANGELO ZERILLI 30 Aprile 2020 at 11:17 - Reply

    L’analisi è a mio avviso corretta ed approfondita. Indica chiaramente il oercorso che è opportuno fare per cercare di ridurre al minomo le conseguenze negative dell’assurda situazione che stiamo vivendo.
    Purtuttavia credo che parallelamente ci divrebbe essere da parte delle associazioni di categoria- Ucina, Assonat- Assomarinas- Assonautica- un’azione congiunta per rappresentare alla Politica la necessità di assumere – rapidamente – provvedimenti concreti a favore dei Marina, che rappresentano pur sempre la porta di ingresso in territori in ricchi di storia, archeologia, gastronomia, paesaggi , e che , nel loro complesso racchiudono l’80% del patrimonio culturale del mondo!

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